1) La prima distanza di Aggressione o meglio di Difesa, viene chiamata “Distanza Strategica”.

Qui si valutano prevalentemente le possibili azioni di attacco e di difesa che possono avvenire ad una distanza notevole tra l’aggressore e l’aggredito. Il programma è principalmente improntato sulle strategie e precauzioni che si possono adottare in certe situazioni a rischio e in che modo potrebbe avvenire un aggressione a questa distanza.

 Tra gli esempi possibili possiamo evidenziare: l’essere presenti ad un irruzione di rapinatori alle casse di un supermercato, l’essere avvertiti della presenza di teppisti davanti alla propria abitazione, trovarsi vicino a risse scaturite in discoteca, rilevare dalle telecamere di videosorveglianza che in casa propria sono presenti dei ladri, ecc. Tutte queste casistiche possono rivelarsi pericolosissime se ci si trovasse coinvolti senza un piano di difesa, che può essere quindi attuato ancor prima di vedere gli aggressori o che il pericolo si sia manifestato davanti a noi. 

 

2) La seconda distanza di Difesa rappresenta la “Distanza su Armi da Tiro”.

Si considera il pericolo di essere colpiti da un aggressore anche a distanze di 5-10 metri da noi.

Un pericolo che non viene rappresentato solo dalle armi da fuoco (sulla quale ci sarebbero poche soluzioni da attuare solo sulla corta distanza) ma da quei pericoli più frequenti in cui maggiormente potremmo trovarci ad affrontare. Oggetti di medio peso pericolosissimi che potrebbero esserci scagliati contro se ci si trovasse involontariamente presenti in mezzo ad una rissa, ad esempio all’interno di locali pubblici, discoteche, pub, ecc. (sedie, portaceneri di vetro, granito o metallo, pietre, bottiglie, bicchieri, ecc.).

 Pericoli che potrebbero coinvolgerci anche se non si è tirati in ballo in prima persona, ma semplicemente perchè ci si trova sul punto in cui sta avvenendo il pericolo. Tra le azioni primarie possiamo individuare le vie di fuga più sicure, le protezioni occasionali che possiamo utilizzare per evitare gli oggetti lanciati, gli scudi temporanei, ecc. Chiaramente si studiano anche le possibilità di utilizzare a proprio vantaggio queste armi occasionali, soprattutto quando ci si trova coinvolti in prima persona e davanti a più aggressori contemporaneamente.

 

3) La terza distanza di difesa si chiama “Distanza da Arma Lunga”.

Una distanza che evidenzia il pericolo di essere colpiti da un aggressore distante anche 2 metri da noi e che non va sottovalutata. L’aggressore potrebbe essere in possesso di un palo di legno o una spranga di ferro da 1 metro, un metro e mezzo (più l’allungo delle braccia) o ancora una mazza da baseball, che se frustata alla massima velocità sul nostro corpo (braccia, gambe, testa, schiena, ecc.), potrebbe avere un impatto di 300-400 kg.  Un effetto che non ha bisogno di descrizioni, soprattutto quando si valuta la possibilità di essere colpiti ripetutamente per 5-10 volte. Anche qui si impara ad usare la stessa arma per la propria difesa.

 

4) La quarta distanza di difesa è chiamata “Distanza da Arma Corta”.

Il concetto è quello della distanza precedente, ma la valutazione è quella di avere un aggressore con un arma più corta da 50-70 cm (comprese bottiglie, cinture, manganelli, ecc.) che possono raggiungere un impatto superiore a quello delle armi lunghe, proprio perché la loro velocità di maneggio è nettamente superiore di 5-7 volte. Un fattore e un rischio molto rilevante, soprattutto quando si è costretti ad avvicinarsi per un eventuale disarmo o quando si è in azioni difensive. Può diventare estremamente utile imparare ad usare questi strumenti per la propria difesa contro aggressori armati di coltello o durante un attacco di massa.

 

5) La quinta distanza è la “Distanza di Coltello”.

Per quanto è considerata più vicina della distanza precedente, usa le stesse caratteristiche e velocità del bastone corto, con la differenza che ad ogni contatto sul corpo dell’aggredito, può lasciare danni permanenti o letali.

 Esistono metodi per difendersi in maniera alquanto brutale, ma fare l’eroe davanti ad un aggressore armato di coltello è come farlo davanti ad uno armato di pistola, il pericolo di vita è uguale. Essere praticanti di un sistema di Difesa Personale, non vuol dire assolutamente essere in grado di difendersi con sicurezza da un coltello.

 Il rischio di morire è pressoché identico a quello di chi non sa fare niente, anzi, a volte sono proprio quelli che per anni hanno creduto di saper affrontare con sicurezza un aggressore armato di coltello, a subire in maniera drammatica (a meno che non si trovino davanti ad un incompetente che tiene fermo il coltello davanti a lui).

 Per questo motivo nell’ARD System si analizza questa distanza di Difesa con le dovute attenzioni e precauzioni (anche se il programma di studio è vastissimo), in quanto come appena detto, le soluzioni (su un aggressore esperto) avrebbero una percentuale di successo molto limitata. Quindi, a meno che non sia impossibile adottare altre soluzioni, come l’abbandonare il luogo del pericolo (utilizzando le vie di fuga ed eventuali creazioni di impedimento nell’essere inseguiti), o peggio ancora essere in presenza di persone care e impossibilitate dal scappare (madri, bambini, anziani), difficilmente si cercherebbe di avventarsi su un aggressore armato di coltello. Certo è che se ci si trovasse costretti ad agire, le nozioni acquisite verrebbero utilizzate al meglio per difendere la propria e altrui vita, e non sarebbe così semplice per l’aggressore, attuare a suo vantaggio (senza subirne le conseguenze), tutte le azioni di attacco che cercherebbe di attuare (come si dice in gergo… venderemo cara la pelle).

 Nel caso di un aggressione multipla (attacco di massa con più aggressori contemporaneamente), riuscire a disarmare un aggressore impossessandosi del suo coltello o ricavarne uno simile da oggetti occasionali a portata di mano (la chiave dell’automobile, ecc.), potrebbe creare qualche problema agli altri aggressori presenti, che troverebbero molto più difficile avvicinarsi e disarmarvi (permettendovi di applicare una Difesa determinate)!

 

6) La sesta distanza “Distanza di Pre-Combattimento” rappresenta la capacità di sfruttare al massimo, le prestazioni fisiche e strategiche degli ultimi secondi prima dello scontro corpo a corpo (l’attimo prima di entrare in conflitto con l’ aggressore alla distanza ravvicinata). Gli attributi tipici del JKD Concepts, vengono così enfatizzati al massimo, rendendo le difese del praticante di ARD System più efficienti.

 

7) La settima distanza chiamata “Distanza di Calcio” è la prima distanza che si studia nel JKD Concepts ma che nel ARD System (che valuta le distanze per pericolosità di aggressione da strada e non per sfida), risiede al settimo posto. Quì si studiano le possibilità di neutralizzare i calci dell’aggressore, imparando ad utilizzarli a proprio vantaggio nella distanza specifica appropriata (contro attacchi di pugno o in altre occasioni).

 

8) L’ottava distanza è la “Distanza di Pugno”.

Queste armi utilizzate più frequentemente dall’aggressore, sono molto veloci e se ricevute in scariche continue o da più aggressori, possono provocare danni violentissimi, compresa la morte. Nonostante tutto, sono armi che si possono contrastare sicuramente meglio di un coltello. Chiudere le distanze come si fa nella difesa da attacchi di calcio, può essere un alternativa, ma una volta sotto bisogna sapere cosa fare! Le metodologie presenti nel Trapping dell’ARD System con i  Clinch e le percussioni ravvicinate, possono dare sicuramente un forte contrasto in questa distanza (soprattutto quando si toglie all’aggressore, il tempo e lo spazio di reazione).

 

9) La nona distanza chiamata “Distanza di Trapping” è una distanza poco usata dagli aggressori di strada, a meno che non si tratti di una persona addestrata (che è alquanto raro) ma per il praticante di ARD System è una delle principali scelte di combattimento. In questa distanza vengono inserite metodologie per neutralizzare gli attacchi avversari (chiudendogli principalmente il raggio di azione dei calci e dei pugni).

 Immediatamente però vengono inserite decine di tipologie di percussione a catena, che entrano dirompenti sull’aggressore. Azioni che generano Reazioni specifiche in grado di scoprire le sue aree più vulnerabili (che saranno immediatamente colpite, rendendo le sue difese alquanto inutili).

 Nei suoi tentativi di difesa, entrano in azione agganci spontanei in leve articolari sui suoi gomiti, polsi, spalle, caviglie, dita, collo, ecc., con la possibilità di utilizzare la sua forza di resistenza per scaraventarlo contro muri, automobili parcheggiate, ostacoli, ecc.

 Un altro elemento utilizzato in questa fase di combattimento sono le proiezioni, le spazzate e l’abbattimento del suo sostegno verticale (le gambe), che ci aiutano a portare a terra l’aggressore senza immobilizzarlo (in modo da poter reagire su altri aggressori), per scappare nel caso in cui gli aggressori fossero troppi o se costretti, per proseguire in una lotta più serrata (solo quando si tratta di un unico aggressore). 5 elementi fusi in una sola distanza (Trapping, Percussioni, Leve articolari, Trazioni e Proiezioni).

 

10) La decima distanza, viene rappresentata dalla “Distanza di Lotta a Terra”.

E’ l’ultima distanza più ravvicinata con un aggressore, che va evitata assolutamente nel caso di aggressione multipla o che può essere utilizzata raramente (nel caso in cui ci trovassimo a contrastare un aggressore unico di peso limitato). Può far paura se non si conoscono le metodologie per affrontare una situazione del genere ma se si tratta di un unico aggressore, in questa distanza vengono studiati sistemi molto efficaci e pericolosi per qualunque aggressore.

 

Non trattandosi di sport agonistico o gara con regolamenti, ma di salvezza della propria vita, nella lotta dell’ARD System vengono impiegate percussioni a catena anche a terra, Trapping a terra, leve articolari, lacerazioni, colpi di piede, testa, armi occasionali, morsi, ecc. impedendo così all’aggressore di poter reagire (come se fosse tra i tentacoli di una piovra).