Capita spesso di avvicinarsi al mondo delle Arti da combattimento senza un idea ben chiara sullo scopo che ci ha spinti a praticarle.

 Questo potrebbe far perdere mesi o anni di pratica in una disciplina sbagliata o non perfettamente in linea con gli obbiettivi che ci siamo prefissati. Per questo motivo è necessario fare una attenta distinzione tra Arti Marziali tradizionali o moderne, Sport da Combattimento e Difesa Personale! Analizziamo insieme le differenze!

 

LE ARTI MARZIALI TRADIZIONALI O MODERNE:

Le Arti Marziali tradizionali così come vengono praticate oggi, permettono di acquisire le tradizioni millenarie o secolari delle scuole Marziali di tutto il mondo, in particolare d’Oriente. In esse vi sono racchiuse le basi del combattimento così come veniva studiato al tempo. Arti che il più delle volte trasmettono non solo le tecniche di combattimento, ma tutta la filosofia e tradizione racchiusa in esse.

 In molte discipline vi sono quindi nozioni di medicina tradizionale, tecniche di meditazione, massaggio e sviluppo energetico, esercizi di rinforzo e di condizionamento del corpo per sviluppare elasticità e potenza, nozioni teoriche sulle origini dell’Arte praticata, segreti tramandati da maestro ad allievo, ecc. ecc. All’interno di esse si possono trovare tecniche, esercizi e cultura tradizionale di grande interesse per chi vuole avvicinarsi alla pratica di un Arte Marziale pura e ricca di tutti i suoi valori più significativi.

 Un apprendimento vero delle Arti antiche da Combattimento, Arti che un tempo venivano trasmesse solo a pochi eletti se non addirittura di padre in figlio. Capacità e nozioni che però richiedono molto impegno, dedizione e tempo (anni) per essere sviluppate con risultati soddisfacenti nel campo della Difesa Personale e dove quindi se le si vuol praticare per questo scopo, bisogna armarsi di pazienza e impegno costante, senza la quale i risultati non arriverebbero!

 

GLI SPORT DA COMBATTIMENTO:

L’evoluzione sportiva di queste discipline, ha poi dato vita ad infinite pratiche di Sport da Combattimento a contatto pieno (full contact) e leggero (light contact). Tra queste vi sono la Kick Boxing, la Thai Boxing, il Brasilian Jiujutsu, il Valetudo, il Judo, il Taekwondo, l’MMA, ecc.

 Ognuno di essi si è specializzato in una particolare distanza del combattimento o sull’uso maggiore di una parte del corpo (utilizzata contro gli attacchi dell’avversario), come i calci nel Taekwondo o i pugni e calci della Kick Boxing o con l’inserimento delle gomitate e ginocchiate nella Thai Boxing o ancora con l’inserimento della lotta a terra e percussioni nel moderno MMA.

 In esse è stata tolta tutta la tradizionalità delle antiche Arti Marziali, che esulano dal concetto sportivo. Potremmo dire che sono state prese le tecniche più utili per fronteggiare un combattimento sportivo, svolto su di un ring o su una pedana fatta di materassine (tatami) o ancora in una gabbia, limitando le tecniche di utilizzo ad azioni regolamentate da un comportamento sportivo ed attentamente controllato da giudici e arbitri di gara.

 Due combattenti, uno contro uno, pronti a colpirsi in aree non letali o pericolose per la propria sicurezza, come la gola, le ginocchia, gli occhi, ecc. (zone proibite in tutte le gare).

 Lo scopo principale di queste discipline è quello di provare continuamente la propria abilità combattiva in piedi (generalmente con calci e pugni) o a terra (generalmente con tecniche di lotta), conquistando gloria, medaglie, coppe o denaro nei livelli più professionali (oltre alla soddisfazione personale del raggiungimento di una qualifica provinciale, regionale, nazionale o internazionale).

 Per quanto molto efficaci e reali, in queste discipline non ci si abitua ad affrontare i pericoli reali della strada, come gli attacchi di coltello, le aggressioni multiple (più aggressori contemporaneamente) o tutte le aggressioni imprevedibili e brutali che avvengono nelle diverse casistiche di strada.

 Ci sono stati ad esempio molti casi in cui tramite queste discipline da combattimento sportivo, la prima azione istintiva che veniva applicata in uno scontro reale di difesa, era quella di portare a terra l’aggressore (come nell’MMA o nel Brasilian Jujutsu), nel tentativo di portare l’aggressore in leva articolare o in soffocamento.

 

Ma problematica della strada si è rivelata fatale nel momento in cui in piedi c’erano altri aggressori a colpirlo con calci e mazze di ferro. Così come in un altro caso, l’aggressore a terra ( mentre veniva bloccato in una leva articolare al braccio), estraendo un coltello, colpiva ripetutamente lo sportivo su tutto il corpo, lacerandogli gli organi vitali. Situazioni che non essendo contemplate negli sport da combattimento, non immaginava neppure potessero essere applicate da qualcuno!

 

LA DIFESA PERSONALE:

Sia le Arti Marziali che gli Sport da Combattimento hanno scopi ben diversi (per quanto simili), rispetto ai metodi totalmente improntati sulla vera Difesa Personale.

 I sistemi di combattimento che effettivamente hanno come unico obbiettivo quello di aiutare il praticante a tornare a casa sano e salvo (qualora si venisse aggredito in una delle diverse situazioni di strada), lavorano utilizzando tecniche provenienti da tutte le Arti Marziali e Sport da Combattimento, traendo da esse, tutta l’essenza più pratica che le ha rese così efficaci, ma baipassando l’aspetto sportivo, le regole, i limiti, la perfezione, la tradizione, il lavoro fisico e tutto ciò che richiederebbe tempo, dedizione e un certo lavoro fisico, che porterebbe via tempo prezioso per il raggiungimento di una rapida capacità di reagire ad un pericolo!

 

La diversità infatti, sta nei tempi di apprendimento (più ridotti) e negli esercizi utili a rendere istintive e funzionali le tecniche acquisite, in modo da farle diventare applicabili in una dinamica più semplice , diretta e veloce, basata su reali situazioni di pericolo, con attacchi sporchi e imprevedibili e non precisi e combinati secondo regole statiche o leali.

 La pressione di stress e realismo sulla quale vengono poi allenate le tecniche, segue infatti il più fedelmente possibile quello che potrebbe accadere ad ognuno di noi durante un aggressione. La valutazione dei pericoli da fronteggiare non sarà quindi solo rivolta verso un unico aggressore, ma verso 2-3-5 contemporaneamente, di cui magari uno armato di coltello o bastone.

 Durante la simulazione di aggressione, gli attacchi non vengono fermati davanti a noi come si vede in alcune Arti Marziali (dove il pugno rimane a braccio teso per permetterci di fare cosa vogliamo) ma saranno seguiti da scariche continue che per quanto controllate (da chi le esegue), non si fermeranno se non avverrà in tempo una contro difesa.

 Un attacco di coltello (durante una simulazione o in un azione vera) non affonderà mai in un’unica direzione, per poi fermarsi davanti a noi (in modo da permetterci di fare qualsiasi reazione di difesa), ma verrà richiamato ripetutamente per caricare altri affondi e tagli su più linee del corpo… ed è su tale azione che verranno applicate le difese appropriate.

 

Le situazioni di difesa vengono poi messe alla prova su diversi scenari di aggressione simulata, in spazi ridotti, seduti, con impedimenti alle mani, al buio, ecc.

 Quello che bisogna comprendere è che in un aggressione reale non esistono regole ne tantomeno limitazioni tecniche, in quanto nessun arbitro o giudice di gara interverrà per separarvi da uno o più individui violenti e privi di limitazioni o compassione, che cercano quasi sempre di massacrare la vittima in piedi o a terra tramite mazze di ferro, bastoni, coltelli, calci, pugni, ecc.

 Durante una situazione di pericolo ci siete solo voi e l’aggressore… nessuno affronterà il problema al posto vostro e prima che le Forze dell’Ordine possano intervenire, sarà già tutto finito!

 Come già detto, l’obbiettivo di un Arte da Combattimento improntata unicamente sulla Difesa Personale è quello di permettere il più possibile al praticante, di tornare a casa sano e salvo! Evitare lo scontro in tutti i modi, ma se questo non fosse possibile, bisogna saper reagire come si deve! Un risultato che deve però arrivare nel più breve tempo possibile di pratica,  ma che può essere ampliato e migliorato con il tempo (per chi vuole approfondire l’argomento).

 Metodi significativi da acquisire per una prima reazione immediata e che non devono superare le 5-10 lezioni al massimo (non anni), ma con la possibilità di arrivare a capacità superiori in una manciata di mesi (chiaramente dedicandoci un impegno più assiduo e continuativo)! 

 

Davanti a queste differenze, si dovrebbe analizzare attentamente il proprio scopo e obbiettivo finale, in modo da fare la giusta scelta nel settore delle Arti da Combattimento, prima di iniziare a praticare qualcosa di cui magari strada facendo, ci si potrebbe accorgere di aver perso del tempo in un percorso diverso dalle proprie aspettative.      

 L’ARD System è la Scuola di JKD Evolution, improntata principalmente sulla Difesa Personale reale e quindi sullo sviluppo di metodologie funzionali per lo scopo descritto!